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I Suoni delle Dolomiti – Dal 4 luglio al 28 agosto

| natura, Vacanza in Trentino-Alto Adige | 20/07/2009

La musica d’autore e l’escursionismo alpino saranno i protagonisti de I Suoni delle Dolomiti, storica rassegna che ormai da 15 anni ha scelto come quinte naturali le valli e le montagne del Trentino.

Appaiono all’improvviso: boschi, prati d’alta quota e poi pareti verticali, guglie, catini. Qualche nevaio: onnipresenti i ghiaioni, che risuonano al passaggio degli escursionisti. Canaloni e fenditure nella roccia che moltiplicano le voci nel riverbero dell’eco.

Siamo sulle Dolomiti, montagne talmente uniche da essere candidate a pieno titolo – nel momento in cui scriviamo non c’è ancora il sì definitivo dell’Unesco – tra i Patrimoni dell’Umanità.

Tutti i colori delle Dolomiti

E, se il granito alpestre dà forma quasi modulare alle silhouette che tracciano i confini del Nord Italia, la più fragile dolomia (così chiamata da monsieur De Dolomieu, lo scienziato che in piena rivoluzione francese decise di studiarne peculiarità e caratteristiche) ha donato ad ogni vetta una precisa identità.

Ecco allora le Pale di San Martino: gruppo tra i più vasti, la cui sagoma tutta picchi e spuntoni si staglia nel cielo salendo dal Primiero; il Catinaccio, la cui enrosadira (termine traducibile in italiano solo con la perifrasi “tingersi di rosa”) all’alba e al tramonto va a rivelare i tesori di Laurino, mitologico progenitore delle genti ladine; il Gruppo di Brenta, esattamente di fronte alle nevi eterne dell’Adamello. E ancora: il Latemar, il Sella con la piramide del Piz Boè, meta di turisti in arrivo dalle quattro valli che lo circondano: Fassa, Gardena, Livinallongo e Badia e, uscendo dai confini del Trentino, il Pelmo “Caregon del Padreterno” (“Trono di Dio”), la Civetta, le Tofane, il Re Antelao e le Marmarole, aspre e selvagge, disposte ai confini orientali della regione dolomitica.

È impossibile non restare incantati di fronte a queste montagne dal colore e dal carattere mutevole come il cielo d’alta quota che le sovrasta: rosate all’alba, eccole volgersi al grigio pallido durante il giorno o incupirsi nel cappuccio delle nubi, di nuovo rosate al tramonto, diafane nelle notti di plenilunio.

Per tutti gli altri monti ci vogliono le stagioni a rivelare la tavolozza dei colori, per le Dolomiti no: è sufficiente cambiare di poco l’inclinazione del sole perché il caleidoscopio racchiuso tra le rocce esploda nelle sue mille sfaccettature.

Caleidoscopio di colori, ma, idealmente, anche di suoni: quelli della natura e, da ormai quindici anni, quelli protagonisti di una delle manifestazioni più originali dell’arco alpino, in un abbraccio tra scenari incantevoli e note di musicisti provenienti da tutto il mondo: I Suoni delle Dolomiti.

www.isuonidelledolomiti.it

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