Nuova idea dal Trentino Vacanza da Country
Il mondo contadino, la vita scandita dal fluire delle stagioni, i sapori buoni di una volta. È “l’altra vacanza” del Trentino
Campagna batte città 1 a 0. Il desiderio di ritmi di vita dolci e naturali è contagioso e la corsa affannosa al monolocale affacciato sui tetti del centro storico ha lasciato il campo alla ristrutturazione della baita o del casale, con vista su campi di grano, vigneti, boschi. Anche chi non se la sente di abbandonare definitivamente la way of life cittadina, si ritaglia momenti e spazi in cui riavvicinarsi al mondo contadino, alla vita scandita dal fluire delle stagioni, ai sapori buoni d’una volta. E’ questa la filosofia che ha ispirato il progetto L’Altra Vacanza proposto dal Trentino: vivere il ritmo delle stagioni, seguire il risveglio della natura, riscoprire i riti millenari dei contadini. Una vacanza tutta diversa, insomma, all’insegna della bellezza rustica della natura, dei prodotti tipici trentini, del contatto con gli abitanti che insegnano cultura e usanze dei luoghi. Gli “altri vacanzieri”, in Trentino, hanno solo l’imbarazzo della scelta: dal lago di Garda fino ai ghiacciai perenni della Presanella e dell’Adamello, passando per valli incantate, altipiani che si stendono a perdita d’occhio, borghi da cartolina, è tutto un susseguirsi di emozioni forti, di sensazioni piacevoli, di buone vibrazioni. Nel territorio di Comano e delle Dolomiti [googlemap lat="46.433666" lng="11.16933" width="300px" height="150px" zoom="8" type="G_NORMAL_MAP"]Italia[/googlemap]di Brenta, per esempio, la sorpresa è quella di tre altipiani su cui si stendono, belli e possibili, antichi borghi dove rintracciare i costumi e le usanze di un tempo. Scegliere come location uno di questi villaggi significa, davvero, regalarsi un’altra vacanza: una grande bouffe di emozioni e scoperte in un territorio ancora naif, chiuso tra il lago di Garda e le cime dolomitiche. I borghi sugli altopiani del Bleggio, del Banale, del Lomaso non sanno cos’è il rumore, il traffico, la fretta. E tra l’altro conservano preziose testimonianze dell’architettura rurale delle Valli Giudicarie: le case dei contadini, un tempo, erano solide, allineate in un unico blocco sotto un solo tetto. Per ingentilire il loro aspetto severo ed essenziale, si costruivano grandi portali, ampi loggiati e rastrelliere in legno per l’essiccazione dei raccolti. Accanto c’erano le stalle: per il ricovero del bestiame, ma anche per rifugiarsi al caldo nelle sere d’inverno, quando le donne filavano e gli uomini intrattenevano i piccoli con fiabe e racconti. Oggi questo tipo di architettura si scopre tra i vicoli di Rango (non a caso uno dei Borghi più belli d’Italia): dopo un’ampia scalinata ecco il suggestivo intrico di antiche case, vecchie corti, stretti sottopassi, angoli discreti. Ma anche San Lorenzo in Banale, porta di accesso al Parco Naturale Adamello Brenta, non è da meno. Anche lui tra i “più belli del reame”, è un antico borgo contadino nato dalla fusione di sette pievi. Tra i vicoli stretti delle sue frazioni, non è raro incontrare personaggi in costume che raccontano, con una dolce cadenza dialettale, come si viveva tanti anni fa (non sono visioni: è l’APT che organizza questi “incontri” per far conoscere usi e usanze del territorio). Gli amanti dell’arte hanno poi la possibilità di ammirare la chiesina di San Rocco con gli affresch dei Baschenis, pittori itineranti tra queste valli, tra la fine ‘400 e la prima metà del ‘500. Per i gourmet, invece, questa è la patria di rustiche delikatessen, come la ciuìga del Banale (salume fatto di carne suina e rape, ora Presidio Slow Food), le patate montagnine, delle noci del Bleggio, tutte da assaggiare e da acquistare.
