Festival della Filosofia di Modena
«La fantasia è il senso dei sensi», lo scriveva Giordano Bruno, e proprio sulla fantasia si concentra l’ottava edizione del “Festival della filosofia” di Modena, Carpi e Sassuolo. Duecento appuntamenti gratuiti tra lezioni magistrali, mostre d’arte, concerti, spettacoli di danza, iniziative per bambini, cene con menù filosofici, giochi e rassegne cinematografiche. «Una modalità che permette di far dialogare la cultura ad altissimo livello con il pubblico», afferma il sindaco di Modena Giorgio Pighi, «una festa che non rinuncia al rigore», aggiunge il supervisore scientifico della kermesse Remo Bodei, in cui grandi nomi della filosofia internazionale spazieranno dai neuroni a specchio alle grandi utopie collettive, dall’architettura quale luogo dell’immaginazione sociale alla distruzione del concetto di fantasia come fuga dalla realtà, il sociologo Domenico De Masi parlerà dell’influenza dell’immaginazione nell’organizzazione delle imprese. E poi non poteva mancare il cinema.
«Uno degli alleati più importanti del festival insieme alle arti figurative – afferma la direttrice Michelina Borsari – se nell’Ottocento era il romanzo a dominare la nostra capacità immaginativa, nel Novecento è stato il cinema. Un luogo di completa finzione dove si costruiscono istantanee, significati, valori che agiscono sulla nostra immaginazione. Quest’anno abbiamo chiesto al filosofo Luigi Montani di ricostruire il rapporto tra fatti e finzioni, di illustrare la differenza tra l’elaborazione letteraria e quella cinematografica e soprattutto di raccontare come la settima arte interpreti la realtà». Insieme alle lezioni è stata organizzata a Carpi, la «città delle piazze», una rassegna di mockumentary, ovvero falsi documentari. Qui il cinema tocca l’apice della sua natura. Sei i titoli in programmazione tra cui «This is Spinal Tap» (1984) di Rob Reiner, una vera e propria biografia immaginata e “Forgotten Silver” di Peter Jackson, qui il regista de «Il signore degli anelli» si diverte a mostrare la vita del cineasta neozelandese Colin McKenzie, ritenuto uno dei pionieri del cinematografo. Ovviamente è tutto una burla. Di altro genere «Città dell’utopia» in programmazione al cinema Truffaut di Modena.
La serie di pellicole rimanda proprio al titolo della rassegna, vedremo «Metropolis» di Fritz Lang, «La città incantata» di Hayao Miyazaki, «Il cielo sopra Berlino» di Wim Wenders, «Good Bye Lenin» di Wolfgang Becker e «Underground» di Emir Kusturica. Anche Stanley Cavell, uno dei più importanti filosofi analitici viventi, discuterà di cinema, le sue prime grandi opere si focalizzavano sulla settima arte. «Principalmente si dedicherà alle modalità attraverso cui cinema e letteratura concepiscono vita morale – spiega la direttrice – cioè come il rapporto strutturato su certi valori derivi dal mondo della finzione». E infine spazio alla chicca di questa edizione, Terry Eangleton, il popolare critico letterario inglese, «criticherà infatti l’ambiguità del concetto d’immaginazione – dice la Borsari – da un lato è tendenzialmente universalizzato, dall’altra è l’occidente a possedere l’immaginario del mondo. Il proprietario detiene il potere. La fantasia non si inquadra solo come attività passiva di ricezione, piuttosto come attività produttiva, si sta iniziando a capire che è parente della ragione. Cercheremo di dimostrare che non è luogo di evasione ma oggi, molto più di ieri, di conquista».
Festival della filosofia
19-21 settembre
Modena, Carpi, Sassuolo
www.festivalfilosofia.it
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